Cyrano dans la Lune di Villari e Deluca

“Cyrano dans la Lune. Un naso che voleva arrivare sulla luna” è uno spettacolo andato in scena il 21 gennaio 2017, presso il Teatro di Ponteranica (BG), gestito dalla cooperativa Erbamil.

Una delle figure più note e rappresentate, grazie all’opera di Edmond Rostand, è Cyrano de Bergerac. Personaggio realmente esistito, il cui vero nome è Hercule Savinien Cyrano de Bergerac, è stato poeta, libero pensatore e dotato di naso prominente quanto quello decantato da Rostand, vissuto nel XVII secolo. È conosciuto per aver scritto testi interessanti di cui, i più importanti, due romanzi di fantascienza che lo pongono tra gli iniziatori del genere: L’altro mondo o Gli stati e gli imperi della luna e Gli stati e imperi del sole, rimasto incompiuto a causa della sua morte. Proprio prendendo spunto dal primo dei due scritti, dalla vita, dal temperamento, dalle passioni del vero Cyrano e, naturalmente, dall’opera di Rostand, Daniele Villari e Massimiliano Deluca architettano uno spettacolo che non dà letteralmente spazio al vuoto o a cali di attenzione. Tutto ruota attorno a fatti reali dell’uomo Hercule Savinien Cyrano alternandoli ad aspetti significativi del personaggio di Rostand.

La scena è scarna: un banchetto con un proiettore e con accessori di scena, una spada che pende dall’alto, una piccola cassa su cui sedersi.

L’abbattimento della quarta parete, sin dall’ingresso in sala degli spettatori, dilata e sfuma l’inizio della rappresentazione. Nessuno viene escluso dalla narrazione. Il pubblico viene chiamato a interagire con gli attori o con la narrazione stessa, in un bel gioco senza intervalli che non disattende la curiosità già intesa nel titolo. Lo spettacolo alterna comicità a momenti più intensi e riflessivi, denotando l’ispirazione con proiezioni sul fondo palco come la luna o l’illustrazione seicentesca di Hercule Savinien Cyrano de Bergerac. Inevitabile così la proiezione di scene tratte dal mitico Le voyage dans la Lune di Georges Méliès.

Villari e Deluca sono abili. Mascherano con fare clownesco riuscendo nell’intento di portare alla luce una storia attraverso ciò che più rappresenta questo loro lavoro: la passione per il teatro e l’omaggio a un uomo, ricordandoci che l’immaginazione intensifica la vita, dà armonia alle nostre azioni senza dimenticare, anche, di riderci un po’ su.

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