“Enigma” al Teatro Duse di Genova

Prosegue il fortunato sodalizio artistico tra Ottavia Piccolo, Silvano Piccardi (che qui ha curato anche la regia) e il drammaturgo toscano Stefano Massini: consulente artistico del Piccolo Teatro, e attualmente uno degli autori più quotati nel panorama italiano e internazionale (tra gli altri, è suo il pluripremiato “Lehman Trilogy” tradotto in 14 lingue).

Il sottotitolo “Niente significa mai una cosa sola” contiene l’implicito invito diretto al pubblico di scoprire, nel susseguirsi dei quadri narrativi che compongono il dramma, la reale identità dei due personaggi in scena. Un enigma, appunto, da risolvere tenendo presente che in ognuno dei dialoghi, distinti l’uno dall’altro da un breve buio scenico, uno dei due protagonisti mente.

Ambientato nella ex DDR, la scena è spoglia, siamo all’interno di un appartamento modesto e grigio: è l’abitazione di un uomo che presta le prime cure ad una donna rimasta vittima di un lieve incidente stradale.

Inizia un dialogo di circostanza che si sviluppa in un crescendo strettamente legato allo svelamento della vicenda e alla sottile tensione che il pubblico prova mentre cerca di capire quale sia la menzogna appena raccontata, chi dei due stia ingannando l’altro.

La potenza interpretativa della Piccolo (pur in un personaggio volutamente misurato) e la gentilezza enigmatica del Piccardi, li rendono i perfetti portavoce di questa trama essenziale e avvincente, che si sviluppa attraverso un dialogo che trova continuamente nuovi equilibri, in un palleggio serrato di sorprese, rimesse in discussione, cambi di ruolo.

L’architettura drammaturgica è intelligente e raffinata, e il gioco di intrecci e di parole non è mai fine a se stesso, ma è lo stratagemma usato sia per delineare la psicologia dei due personaggi che per ricostruire un’epoca della recente storia tedesca, in cui esistenze annichilite dal controllo sociale, dal sospetto, dalla menzogna, erano incastrate in una falsa, assurda pretesa di normalità.

Al Teatro Duse di Genova, dal 31 gennaio al 5 febbraio 2017.

Articolo di Helga Bernardini
Foto di Helga Bernardini e Diego Cantore

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