“Mi voleva la Juve” di Gianfelice Facchetti

L’iniziativa culturale del Comune di Milano “Estate Sforzesca” (in corso fino a fine agosto) offre la possibilità di rivedere spettacoli che nelle ultime stagioni hanno avuto un buon seguito, come ad esempio lo spettacolo scritto e diretto da Gianfelice Facchetti .
“Mi voleva la Juve” è la storia di un bambino e i suoi sogni da grande, che vive allo Stadera, quartiere popolare nella zona sud di Milano. In un ambiente problematico come può essere tale luogo, il gioco del calcio aiuta a non prendere la cosiddetta cattiva strada. Gioca nella squadra dell’oratorio, “La Rossa”, e partita dopo partita si fa notare da diversi osservatori. Lo chiama la Juventus per un provino a Torino. Si trova bene e gli sembra di capire che il provino sia andato bene. Passa un’estate ad aspettare una chiamata che rimane solo nell’attesa e il sogno di gloria calcistica si polverizza come il gesso usato per tracciare le linee di un campo.
Lo spettacolo si divide in due parti. Nella prima sogni e illusioni sono le figure principali. Nella seconda, si sviluppano i temi della riflessione, del disincanto, i problemi familiari e infine la scoperta dell’arte del Teatro come tappa fondamentale e valore di vita.
Il protagonista è Giuseppe Scordio ed è la sua storia. Di come sia riuscito a trasformare i suoi desideri da ragazzino all’attuale realtà teatrale, a quello che per lui davvero conta.
Strana serata quella della replica all’interno della suggestiva atmosfera del Castello Sforzesco: il tempo instabile ha permesso al pubblico di stare in un clima più intimo. Il palco diventa un campo di calcio, come luogo di gioco, di divertimento, di sogno e disillusione, come può avvenire per un giovane uomo che cresce, di osservazione e ponderazione su quello che succede attorno a sé. Per l’occasione una squadra di bambine e bambini dagli 8 ai 10 anni ha solcato la scena per rappresentare una partita di calcio. Di riflesso, la partita della vita.

Articolo e fotografie di Diego Cantore