Preludio Prima Diffusa: Amore Poesia e Rivoluzione con Nudoecrudo Teatro

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(Foto e testo di Helga Bernardini)

Come avviene già da qualche anno, anche in attesa della prossima stagione del Teatro alla Scala, il Comune di Milano ha organizzato performance, concerti e reading dedicati all’opera di apertura, che quest’anno sarà l’Andrea Chénier di Umberto Giordano.
L’iniziativa prende il nome di Prima Diffusa ed ha il meritevole intento di diffondere i temi e le atmosfere della prima scaligera in diversi luoghi della città.
L’evento di lancio dell’edizione 2017 della Prima Diffusa si è svolto il primo dicembre nella cornice suggestiva del Palazzo Litta Cultura.  Lella Costa, David Riondino, Dargen D’Amico, Paolo Agrati, solo per citarne alcuni, si sono alternati ai microfoni leggendo testi e poesie dedicate all’ Andrea Chénier. Contemporaneamente, all’interno del piano nobile del palazzo seicentesco, ha avuto luogo una performance teatrale curata da Nudoecrudo Teatro all’insegna della poesia, dell’amore e della rivoluzione.
Il pubblico è stato accolto nelle stanze dell’edificio barocco ed ha vissuto l’esperienza straniante di una immersione totale nelle atmosfere cupe della aristocrazia in declino di fine settecento.
Gli attori, come fantasmi intrappolati in una dimensione parallela, si muovevano tra gli spettatori eseguendo i gesti incuranti di una vita opulenta e annoiata: gesti casuali all’apparenza, eppure sapientemente organizzati in tableau vivant tanto carichi di angoscia quanto efficaci nel restituire, in chi si è lasciato trasportare in questo viaggio surreale, un immane bisogno di poesia e di rivolta.
La musica barocca (suonata dal vivo dal quartetto AltriArchi) e le liriche di amore e rivoluzione che echeggiavano nell’ambiente, hanno contribuito a rendere l’esperienza ancora più suggestiva e totalizzante.

Chiediamo a Alessandra Pasi, direttrice artistica di Nudoecrudo Teatro e regista della rappresentazione, come è nata l’idea di una performance in cui gli attori, pur condividendo lo stesso spazio scenico del pubblico, creano con esso una distanza, un distacco, così netti.
“Quando mi è stato chiesto di creare la performance, ho scelto di non rappresentare direttamente la Rivoluzione, ma di rimandare a essa mostrando quello che avrebbe distrutto. Mi premeva evocare la Rivoluzione mostrando una saturazione, l’asfissiante immobilità del Regime, mettendo in scena una società alla vigilia della sua decadenza. Ecco perché i nobili appaiono come fantasmi di se stessi, portando all’eccesso la vacuità delle loro vite. Del resto, parliamo di una classe sociale che trascorreva gran parte del suo tempo ad acconciarsi, vestirsi e svestirsi.
In contrasto con questa nobiltà decadente ci sono le figure dei poeti, che si fanno portavoce delle istanze del popolo, che testimoniano l’urgenza di una vita vera e dignitosa. E questo contrasto si potenzia poi anche grazie alla presenza del pubblico: il gioco con il pubblico, in cui i ruoli ed i confini si confondono, in cui ci si chiede chi sta guardando chi, è una cifra stilistica dei nostri lavori immersivi, creati in situ. E infatti, intorno, fuori dalle finestre, sulle scale, tra le sale anche, si aggirano e si possono cogliere le immagini di qualcosa che preme dall’esterno e che è pronto a irrompere: la miseria, la rivoluzione, la ghigliottina. Il pubblico si trova in mezzo, accerchiato, al pubblico è lasciata la possibilità di scegliere cosa guardare, dove andare, per quanto a lungo restare, perché la scelta è sempre una responsabilità, individuale e collettiva”.

Sulla base di quali criteri è avvenuta la scelta delle letture e delle poesie?
“Abbiamo deciso di declinare le tre tematiche che ci sembravano centrali nell’Andrea Chénier: l’Amore, in primis, e poi la Poesia e la Rivoluzione. Così ci siamo chiesti quali autori avrebbero potuto meglio dare voce ai temi dell’opera. Da subito, senza dubbio, abbiamo scelto Vladimir Majakovskij, icona poetica della Rivoluzione per antonomasia, quella russa, ma al contempo rivoluzionario della poesia. E come lui abbiamo scelto altri autori. Abbiamo scelto poesie che fossero fruibili in un percorso circolare, che potessero arrivare al pubblico, che avessero un’immediata comprensibilità e una certa musicalità e armonia nel palinsesto generale, ed infine abbiamo tenuto conto del gusto personale degli interpreti. Non poteva poi mancare uno sguardo femminile e così, lentamente, nel tempo, si è andata costituendo la drammaturgia della serata.
Abbiamo poi necessariamente dovuto operare delle scelte, ridurre, sfrondare. Avevamo anche dei ‘pezzi di riserva’, perché lavorando così a contatto col pubblico siamo consapevoli che c’è sempre un margine di imprevedibilità e dobbiamo essere pronti anche a questo. In effetti, abbiamo poi scelto ‘in diretta’ di utilizzare anche alcuni brani ‘di riserva’, ci siamo confrontati e abbiamo improvvisato. E questo è uno dei valori aggiunti di un lavoro di questo tipo, così immersivo e in parte incontrollabile, tanto per il pubblico che per gli artisti”.

E’ possibile o ti piacerebbe, che da questa performance nasca un nuovo lavoro di Nudoecrudo Teatro, o pensi che la vita scenica naturale di questa regia sia una sera soltanto, il preludio della Prima Diffusa?
“E’ stato un grosso sforzo produttivo sia per noi, Nudoecrudo Teatro, che per Ponderosa Music & Art che ce l’ha commissionato. Inizialmente avevamo immaginato una serie di repliche fino al debutto della Scala. Non escludo possibili evoluzioni ma resta il fatto che questo lavoro è stato appositamente creato per Palazzo Litta e per la Prima Diffusa. Per adesso torneremo al lavoro con la nostra prossima produzione che verrà presentata al pubblico in primavera e che affronta ancora una volta un tema urgente, quello della difesa della Terra”.

VENERDI 1 DICEMBRE 2017
PRELUDIO PRIMA DIFFUSA // STANZE
@Palazzo Litta, corso Magenta 24, Milano

regia Alessandra Pasi
drammaturgia Franz Casanova
suono  Luca De Marinis
scenotecnica Marco Preatoni
light design Paolo Casati
costumi Saverio Assumma
trucco Roberta Anzani, Barbara Nania
video Tommaso Pasi
con Franz Casanova, Antonello Cassinotti, Federico Faggioni, Alessandra Pasi
e con Oscar Agostoni, Roberto Barbieri , Silvia Caldarulo, Alessandra Ingoglia, Loredana Mazzola, Orlando Montella, Diego Palladino, Martina Yara Pasquali, Eleonora Parrello, Emanuela Passerini,  Shawn Pinciara, Diego Pleuteri,  Fabio Portaluppi, Chiara Stablum 

 

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