Amleto Take Away @Teatro Elfo Puccini

Foto e testo di Diego Cantore

Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari tornano insieme in scena, protagonisti di un nuovo progetto di cui sono anche autori, con produzione del Teatro dell’Elfo. Amleto take away presentato in estate in vari festival: Festival Primavera dei Teatri di Castrovillari, Festival di Asti e al Festival In Equilibrio di Castiglioncello.

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L’Amleto di Shakespeare diventa un numero 9, con la maglia dell’Inter, quella dello scudetto perso all’ ultima giornata. Da qui, partono tutte le analogie con la modernità, il racconto biografico.

“E’ un Amleto che preferisce fallire piuttosto che rinunciare, che non si fa molte domande e decide di tuffarsi, di pancia, nelle cose anche quando sa che non gli porteranno nulla di buono. È consapevole, ma perdente, portato alla follia dalla velocità, dalla virtualità e dalla pornografia di questa realtà.”

Amleto è in seria difficoltà circa il senso delle cose, travolto da una crisi così generalizzata e profonda che mette a repentaglio storie solide e consolidate come il suo rapporto d’amore con Ofelia e il suo rapporto con il teatro.

«To be o FB, questo è il problema! Chiudere gli occhi e tuffarsi dentro sé e accettarsi per quello che si è, isolandosi da community virtuali per guardare da vicino e cercare di capire la realtà in cui si vive? O affannarsi per postare foto in posa tutte belle, senza rughe, seducenti, sorridenti, grazie alla app di photoshop?

Dimostrare ad ogni costo di essere felici mettendo dei ‘mi piaci’ sui profili degli amici.

Pubblicare dei tramonti un bel piatto di spaghetti o gli effetti della pioggia tropicale, sempre tesi anche al mare con un cocktail farsi un selfie perché il mondo sappia, dove sono, con chi sono, e come sto. Apparire, apparire, apparire, bello, figo, number one e sentirsi finalmente invidiato.

To be or fb, this is the question».

Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari

Questa nuova opera della Compagnia Berardi-Casolari è una piccola grande perla di teatro. Che passa dalla prosa alla parodia della quotidianità  e si insinua nella poesia che può riservare la vita nella sua immagine di bellezza.