Partigiani in Ogni Quartiere, 25 Aprile 2021

Testo di Andrea Mancuso; Foto di Helga Bernardini, Diego Cantore, Marisa Di Brindisi, Andrea Mancuso,

Potete legarmi mani e piedi
togliermi il quaderno e le sigarette
riempirmi la bocca di terra
la poesia è sangue del mio cuore vivo
sale del mio pane,
luce dei miei occhi,
sarà scritta con le unghie,
con lo sguardo
e col ferro.
La canterò nella cella della mia prigione
nella stalla
sotto la sferza
tra i ceppi
nello spasimo delle catene.
Ho dentro di me milioni di usignoli
per cantare la mia canzone di lotta.

All’ombra dell’Arco della Pace, stretta fra le mani su un palco, la poesia di Mahmoud Darwish, risuona libera nell’aria, facendosi strada da orecchio a orecchio, passando dal cuore, ardendo lo spirito. Ed ogni scintilla che illumina gli occhi dei presenti è il dono di partigiani e partigiane che li chiusero allora, perché ciò oggi accadesse.

Siamo al presidio di Partigiani in Ogni Quartiere, evento che ogni 25 aprile, da 14 anni tiene viva la fiamma della resistenza.

Solo un anno prima, l’epidemia di Sars-covid19 chiudeva in casa un Paese intero. Cantavamo dai balconi e dalle finestre, mentre le strade deserte venivano violate dalle ruote delle ambulanze. A un anno di distanza portiamo sulla pelle i segni di diseguaglianze sociali, sanità pubblica smantellata a favore del capitale, privilegi di pochi a discapito dei molti, e le migliaia di persone che ci hanno lasciato, numeri degni di una guerra.

Mai come quest’anno, il 25 aprile a Milano è un complesso programma di eventi che partono dalla mattina: al Cimitero Maggiore, il Coro Resistente e l’Anpi Municipio 8 invitano a portare un fiore ai nostri partigiani e alle nostre partigiane al Campo della Gloria, dove riposano i partigiani e i militari caduti durante la guerra di Liberazione.

Alla stessa ora, al Piccolo Teatro Grassi occupato, anche altre mani rispondono all’invito e durante tutto l’arco della giornata, depongono un fiore al partigiano, per omaggiare la targa commemorativa posta accanto al teatro, che ne ricorda l’oscuro passato di carcere e luogo di torture per antifascisti/e.

Il tempo di un pranzo consumato all’aperto ed è già ora di mettersi in sella, Partigiani in Ogni Quartiere chiama. Le restrizioni per contenere il contagio da Sars-covid19 impediscono che si possa sfilare in corteo, così alle 14.00 le ruote delle biciclette si ritrovano in Via Palestro: la biciclettata antifascista, organizzata da vari collettivi e coordinamenti studenteschi che aderiscono all’evento di POQ, è pronta a riprendersi i quartieri. Fischia il vento tra i capelli e ad ogni pedalata i canti sostituiscono le sirene che, un anno prima, solcavano le stesse strade. Ogni tappa è un simbolo di memoria, di cultura o di repressione securitaria, come il carcere di San Vittore. Parte il canto per tutte le persone detenute, Bella Ciao risuona con pugni chiusi, accompagnati da un ukulele che, solo in quel momento, toglie la mascherina.

E’ un edizione particolare quella di POQ: nello stesso tempo, in un altro luogo, nel chiostro del Piccolo Teatro, la memoria si coltiva dalle radici. Moreno e Kaius, accompagnati dalle musiche di Marco, Giada e Tiziana, propongono letture e illustrazioni partigiane, partendo da “Fulmine, un cane coraggioso, la resistenza raccontata ai bambini”. Uno spazio dedicato ai più piccoli e alle più piccole, così che i nostri fiori appena sbocciati, possano crescere liberi e libere.

Un serpente arcobaleno apre gli occhi, si snoda e si allunga dal chiostro pronto ad uscire, sorride ai bambini e alle bambine che senza timore lo sorreggono scortandolo con gioia aiutati dai propri genitori. Una bandiera lunga 25 metri formata da altre più piccole cucite insieme, nata durante le manifestazioni della pace dei primi anni 2000, torna a sfilare colorando tutta Via Dante, fino alle porte del Castello Sforzesco.

Alle 17.00 la biciclettata antifascista tocca l’ultima tappa, è il rientro, il Piccolo la accoglie. Poco più tardi iniziano gli incontri letterari nel chiostro del teatro, a cura della libreria Calusca.

Nel frattempo, l’Arco della Pace si popola. Eventi diversi, che si intrecciano fra loro dal vivo e in collegamento streaming (dall’ Arci Mondini, dal Bloom di Mezzago e dal Piccolo Teatro).

All’ombra dell’Arco, il presidio prende forma, le Murghe ritmano il tempo, la capoeira lo disegna, un rap lo scandisce, il coro addolcisce e le parole di Mahmoud Darwish risuonano nell’aria. Gli interventi politici si alternano da un secondo palco, ResQ, Non Una di Meno, Priorità alla scuola, Rete Studenti Milano, Brigate Solidali, Vittorio Agnoletto, Recup , Fridays For Future, Deliverance Milano, Audrey ANPI, ANPI Stadera, ANPI Bellezza.

Il sole tramonta, l’Arco della Pace sembra inchinarsi in un saluto e ringrazia, mentre al Piccolo le luci si accendono e si innalzano i canti accompagnati da violino, fisarmonica e dalla Banda Degli Ottoni a Scoppio, gioiosamente onnipresente in questa giornata di festa.

La festa della Liberazione sembra giungere al termine, ma così non è. L’antifascismo è vivo nell’agire quotidiano di ognuno e ognuna di noi. La resistenza alle molte forme di fascismo che permeano la nostra società non si ferma. Diritti, dignità, uguaglianza non sono una ricorrenza da festeggiare un giorno e chiudere nell’armadio quello dopo. E voi siete ancora vivi là fuori?

25 Aprile 2021