Helga Bernardini

Il mio interesse per la fotografia nasce alla fine degli anni ottanta. Inizialmente mi dedico al bianco e nero ed al ritratto,  ma viro rapidamente verso il reportage fotografico per il bisogno di frequentare e narrare i temi sociali che più mi scuotono.

Erano gli anni della guerra in Bosnia, così provo a raccontare i campi profughi bosniaci e poi  Sarajevo nell’immediato dopoguerra. Alcune foto del reportage hanno trovato pubblicazione nel libro  “Mia Bosnia, polverosa e sola” di Salih Selimovic’ (Petrilli Edizioni) e su “Liberazione”.

Altri reportage: sulle comunità indigene del  Chiapas durante l’insurrezione zapatista, sulle coltivazioni di Guaranà dei Saterè Mawè  in Amazzonia, sui campi rom a Milano. Alcuni scatti sono stati pubblicati su “Guerra e Pace” e su dispense legate al commercio equo e solidale.

Dall’amore per il teatro  nasce, successivamente,  l’interesse per la fotografia  di scena.
Partecipo alle residenze artistiche “Pescipiccoli” e  al progetto “Disturbi Teatro” curandone la parte fotografica. Alcuni scatti sono stati pubblicati sulla rivista mensile “A-Rivista Anarchica”.

Dopodiché, nel 2016, ho dato vita al progetto DissolvenzeLab.

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